Il Parco dell’Abbazia di Monteveglio

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Superficie: 878 ettari
Altitudine: da 100 a 349 m slm
Anno istituzione: 1995
Ente di gestione: Comune di Monteveglio, Anzola Emilia, Bazzano, Casalecchio di Reno, Castello di Serravalle, Crespellano, Monte San Pietro, Savignano sul Panaro, Savigno, Zola Predosa, Comunità montana Valle del Samoggia, Provincia di Bologna
Sede amministrativa: Centro Parco San Teodoro, Via Abbazia28, 40050 Monteveglio (BO)

A due passi dalla città, ecco il più piccolo tra i Parchi regionali dell'Emilia Romagna: situato sulle prime colline a ridosso di Monteveglio, nella valle del Samoggia, il Parco Regionale dell'Abbazia di Monteveglio, istituito nel 1995, tutela la porzione più significativa della valle, dominata dal colle.

É delimitato ad est e ad ovest dal torrente Ghiaia di Serravalle e dal Rio Marzatore, e include i rilievi collinari che si alzano a sud e a ovest di Monteveglio: il colle di Monteveglio alto, dove sorgono i resti del castello medievale e l'abbazia di Santa Maria di Monteveglio, con la millenaria pieve, i rilievi dei monti Morello, Gennaro, Freddo, la bella vallecola del Rio Ramato, cuore naturalistico dell'area protetta. A sud arriva ad abbracciare la valle del rio Pravazzano, che presenta tratti aspri e selvaggi incorniciati da affilate creste calanchive. Tutto il settore meridionale del parco è in effetti caratterizzato dagli affioramenti argillosi, mentre nelle zone che si affacciano verso la pianura non mancano estese zone coltivate, dove la vite è l'elemento di maggiore spicco, come conferma la rinomata qualità dei vini che si producono in queste colline.

UN MOSAICO DI BOSCHI, CALANCHI E DIMORE STORICHE

Il parco dell'abbazia si estende per circa 1100 ha, si caratterizza nel suo complesso per la gradevolezza del paesaggio: Un mosaico di rilievi boscosi, piccole valli e grigi calanchi si alternano paesaggi agricoli che conservano gli assetti tradizionali della collina. Tra questi si estendono prati, seminativi e ceraseti. Dal paesaggio brullo e assolato dei calanchi, antichissime rocce ( tali bacini calanchivi sono anche preziose aree di rifugio per la fauna e, insieme all'appartata vallecola del Rio Ramato ) si passa in breve alla rigogliosa vegetazione di profonde e umide vallecole, come quella del rio Ramato, (dove si possono ammirare splendide fioriture di bucaneve e di orchidee ) a boschi aridi e soleggiati, a zone coltivate in cui sono ancora evidenti pratiche colturali oggi abbandonate, in pianura ma spesso anche in collina, a favore di un’agricoltura meccanizzata non altrettanto in armonia con l'ambiente.

Accanto a questi ambienti naturali più aspri il territorio si arricchisce di straordinarie testimonianze storiche, tra i quali spiccano i resti del castello di matildica memoria, celebre per le sue tormentate vicende medievali, e il complesso religioso dell'abbazia di Santa Maria che occupa la parte più alta del borgo medievale, sulla millenaria pieve, i bei palazzi signorili, gli oratori e i antichi nuclei rurali circondati da campi e vigneti. La torre trecentesca del castello ospita un centro visita dedicato alle tormentate vicende storiche di Monteveglio, che nel medioevo ebbe momenti di grande rilievo. Il castello deve la sua fama alla resistenza contro l’assedio dell’imperatore Enrico IV.

Molto frequentato per grande interesse storico-monumentale, oltre che per interessi naturalistici, il sito gode di facile accessibilità, con le necessarie regolamentazioni operate dal Parco. La diversità ambientale che caratterizza il Parco dell'Abbazia fa di quest'area protetta un luogo di straordinaria fertilità per l'educazione ambientale: numerose classi indagano sugli aspetti naturali, agronomici, paesaggistici, storici, architettonici e sociali del territorio nonché sull’evolversi del rapporto uomo-natura. Immergetevi in questo suggestivo paesaggio in cui la storia, la natura e il lavoro dell'uomo si fondono in un’armonia di colori e di forme.

SENTIERO NATURA: "L'Africa e i vecchi coltivi"

Punto di partenza e di arrivo: Torre d'ingresso al castello
Tappe lungo il percorso: dodici soste tematiche segnalate
Durata: 1 h
Difficoltà: media (T), fangoso in caso di piogge recenti
Dislivello: 80 m
Il Sentiero Natura "L'Africa e i vecchi coltivi" è il principale e più frequentato percorso del parco. Il punto di partenza si trova a breve distanza dalla porta di ingresso al Castello. Questa piacevole escursione rappresenta un approccio ideale al territorio dell'area protetta e offre un'ampia panoramica sui paesaggi, gli ambienti e le testimonianze storiche del luogo. Il sentiero è interamente tabellato e si articola in 12 soste tematiche. Il tracciato si sviluppa in prevalenza su sentieri in terra battuta e può in qualche breve tratto risultare fangoso dopo le piogge. Nel primo tratto, uno degli elementi dominanti è il confronto tra le rocce argillose, con i loro aspri e tormentati paesaggi calanchivi, e le più stabili rocce marnose e calcarenitiche che si innalzano a formare i maggiori rilievi del parco: sono queste le zone maggiormente instabili e caratterizzate da una copertura vegetale molto discontinua.
In questo primo tratto il sentiero costeggia le ripide scarpate del colle della Cucherla per poi scendere nell'ampio bacino calanchivo dal quale ha origine il Rio Ramato. Al limite di questa dorsale si intravede il rudere di un edificio colonico dei primi decenni del '900, indicato sulle carte come Africa, probabilmente a testimonianza dell'estrema aridità del luogo.
Deviando a destra prima del rudere, il percorso si inoltra in un lembo di bosco tipicamente collinare, il cui sottobosco custodisce preziose fioriture di orchidee e specie erbacee rare e protette. All'uscita dal bosco si apre il paesaggio dei prati e dei vecchi coltivi, terreni che sino a qualche decennio fa erano coltivati o adibiti al pascolo, e tuttora conservano assetti ed elementi del paesaggio agricolo tradizionale. All'interno dell'area si trova anche un piccolo stagno artificiale, realizzato alcuni anni fa a servizio dell'attività di educazione ambientale, che offre la possibilità di osservare varie specie vegetali e animali tipiche degli ambienti umidi.
Dall'area dei vecchi coltivi il sentiero risale costeggiando altri campi abbandonati e in parte già riconquistati dalla vegetazione spontanea sino a un ultimo settore nel quale un recente progetto di restauro paesaggistico ha portato al ripristino di alcune vecchie piantate e al recupero di un significativo scorcio del paesaggio agricolo di un tempo.


CONTATTI:

Consorzio di Gestione formato tra Comune di Monteveglio, Comunità Montana Valle del Samoggia e Provincia di Bologna
Via Abbazia, 28 (Centro San Teodoro)
40050 Monteveglio (BO)
Tel: +39 051 6701044
Fax: +39 051 6702301

www.parcoabbazia.it
parco@parcodellabbazia.191.it

Il Centro visita Del Castello di Monteveglio, in Via Abbazia 30, è aperto la domenica pomeriggio ore 15.00-19.00, da Pasqua al 1° Novembre.
Il Centro Parco San Teodoro, in Via Abbazia 28 è specializzato in attività di educazione ambientale.

COME ARRIVARE:
Da Bologna: seguire la SS 569 Bazzanese, dalla quale, poco oltre Crespellano, in località Muffa, si devia per Monteveglio, quindi seguire le indicazioni.
Da Modena il parco è raggiungibile, sempre lungo la Bazzanese, passando per Vignola, Savignano e Bazzano.


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